Frandemonio
Se tutti praticassero ju jitsu… l’Italia sarebbe un posto migliore?

Secondo una classifica di qualche mese fa lo sport più praticato e seguito in Italia è indiscutibilmente il calcio seguito da pallavolo, basket, tennis e pesca. Il dato non sorprende affatto, basta girare la domenica tra le 15 e le 16:45 in molte città d’Italia completamente deserte per comprendere quanto realmente si tratti di un paese malato di calcio.

Nemmeno gli ultimi anni travagliati del mondo del pallone, caratterizzati più da notizie provenienti dai tribunali che da notizie provenienti dai campi di gioco, sono riusciti ad intaccare l’egemonia.

Ma cosa accadrebbe se nel nostro paese lo sport più seguito diventasse il tennis, il rugby o il ju jitsu? Certamente si tratta di sport più o meno conosciuti che tuttavia raccolgono solo le briciole lasciate dal colosso del pallone. Tuttavia, i valori ed i concetti che stanno dietro tali discipline sono anni luce da quelli cupi, grigi, poco trasparenti che oggi il nostro calcio offre.

Il ju jitsu insegna il rispetto per la disciplina, per se stessi e nei riguardi dell’avversario. Quest’ ultimo rappresenta sì colui sul quale bisogna avere la meglio, ma no ad ogni costo, solo dimostrando il proprio valore. La lealtà ed i valori che si trasmettono nel dojo (palestra) sono gli stessi che molti praticano nella vita di tutti i giorni, vivendo serenamente e con rispetto per gli altri a scuola, a casa, nei luoghi di lavoro. Alcuni giusti principi ti segnano per sempre positivamente talmente tanto che violarli diventa ragionevolmente difficile

Sicuramente le mele marce esistono ovunque, ma possiamo sostenere che se tutti facessero ju jitsu l’Italia sarebbe un posto migliore… perché quello che trasmette lo sport molto spesso forma la persona.

Nella speranza che molte persone pratichino di più tennis, rugby, ju jitsu…possiamo anche sperare che il calcio si liberi (soprattutto nel nostro paese) dei tanti aspetti negativi che lo circondano per far emerge la vera bellezza dello sport.